1. Il vero addetto stampa si procura un database di indirizzi il più possibile nutrito, a cui mandare i propri comunicati, anche a costo di rubarli dalle pen drive dei colleghi. O a costo di rubare le pen drive dei colleghi.
2. Il vero addetto stampa cerca con zelo i numeri di cellulare, i numeri interni, le e-mail delle testate più disparate, come il quindicinale "Il mio trattore" o "Radio Tuttonapoli solo dediche per te", anche se si tratta di fare promozione a una elegantissima kermesse di moda, perchè "tutti i contatti sono utili".
3. Il vero addetto stampa sfinisce di telefonate i poveri giornalisti, per chiedere la mail e per farsi pubblicare un pezzo, fa i "recall" per accertarsi che la mail sia arrivata, ri-richiama per sapere se alla fine lo pubblicheranno, ri-ri-richiama per ringraziare nel caso il pezzo sia stato pubblicato e, in caso contrario, ri-ri-ri-richiama per sapere, dunque, quando verrà pubblicato. Perchè verrà pubblicato. E' una minaccia.
4. Il vero addetto stampa si vanta con gli amici di conoscere "il responsabile spettacoli di Vanity Fair" o "caporedattore di Panorama". Omettendo di esserne stato sfanculato più volte.
5. Il vero addetto stampa deve saper vendere la notizia. Non sarà parco, quindi, di aggettivi e darà un valore aggiunto all'evento, cercando di ingolosire i giornalisti. Non è raro imbattersi in comunicati che rivendicano il valore mondano della sagra della pochetta affumicata o la carica altamente culturale di una fiera di articoli sportivi.
6. Il vero addetto stampa non si esime, alla bisogna, dall'assumere le sembianze di un factotum: comprare la cancelleria, appiccicare in cinquecento sedie i nomi degli invitati, andare a prendere l'acqua fresca e bicchieri o qualsiasi altra cosa chiedano i relatori, scrivere il testo degli inviti, fare la lista degli invitati, mandare gli inviti con il corriere o portare fisicamente gli inviti a qualcuno, "portare gente", prenotare l'albergo ai musicisti, fare trovare loro in camera cibo, alcolici ed eventualmente ragazze a pagamento e stupefacenti, organizzare i transfert dei musicisti, fare fotografie all'evento, mettere le foto online. Con un solo stipendio potrà essere orgoglioso, quindi di svolgere le funzioni di: addetto al cerimoniale, cameriere, fattorino, pr, fotografo, webmaster. C'è bisogno insomma, di capacità camaleontiche; l'intelligenza è la capacità di sapersi adattare; ergo: i camaleonti sono gli animali più intelligenti in assoluto. Così come gli addetti stampa.
7. Il vero addetto stampa se la tira. A prescindere.
8. Il vero addetto stampa, fedele alla causa, quando gli chiedono: "Quanto ti pagano?" risponde: "Niente, ma sto facendo un'esperienza e sto imparando tantissimo".
9. Il vero addetto stampa di un evento si muove frettolosamente da un punto all'altro della location, con aria molto indaffarata e anche un po' in apprensione, pur non avendo proprio niente di urgente da fare. E la sua espressione sembra dire: "Sono un persona impegnata io... ma che ve lo dico a fà... che ne sapete voi... "
10. Il vero addetto stampa possiede un lessico di 50 parole, l'80 per cento delle quali di derivazione anglofona. Le spara qua e la a casaccio in mezzo al discorso, mentre sta spiegando di che evento si tratta, alla nonna che lo guarda perplessa.
Aggiornamento: le cose "da far trovare in camera" del punto 6 (e non mi riferisco al cibo...) si riferiscono a un noto gruppo italiano che è venuto qualche anno fa a Palermo, ma ovviamente non posso dire di chi si tratti...
2. Il vero addetto stampa cerca con zelo i numeri di cellulare, i numeri interni, le e-mail delle testate più disparate, come il quindicinale "Il mio trattore" o "Radio Tuttonapoli solo dediche per te", anche se si tratta di fare promozione a una elegantissima kermesse di moda, perchè "tutti i contatti sono utili".
3. Il vero addetto stampa sfinisce di telefonate i poveri giornalisti, per chiedere la mail e per farsi pubblicare un pezzo, fa i "recall" per accertarsi che la mail sia arrivata, ri-richiama per sapere se alla fine lo pubblicheranno, ri-ri-richiama per ringraziare nel caso il pezzo sia stato pubblicato e, in caso contrario, ri-ri-ri-richiama per sapere, dunque, quando verrà pubblicato. Perchè verrà pubblicato. E' una minaccia.
4. Il vero addetto stampa si vanta con gli amici di conoscere "il responsabile spettacoli di Vanity Fair" o "caporedattore di Panorama". Omettendo di esserne stato sfanculato più volte.
5. Il vero addetto stampa deve saper vendere la notizia. Non sarà parco, quindi, di aggettivi e darà un valore aggiunto all'evento, cercando di ingolosire i giornalisti. Non è raro imbattersi in comunicati che rivendicano il valore mondano della sagra della pochetta affumicata o la carica altamente culturale di una fiera di articoli sportivi.
6. Il vero addetto stampa non si esime, alla bisogna, dall'assumere le sembianze di un factotum: comprare la cancelleria, appiccicare in cinquecento sedie i nomi degli invitati, andare a prendere l'acqua fresca e bicchieri o qualsiasi altra cosa chiedano i relatori, scrivere il testo degli inviti, fare la lista degli invitati, mandare gli inviti con il corriere o portare fisicamente gli inviti a qualcuno, "portare gente", prenotare l'albergo ai musicisti, fare trovare loro in camera cibo, alcolici ed eventualmente ragazze a pagamento e stupefacenti, organizzare i transfert dei musicisti, fare fotografie all'evento, mettere le foto online. Con un solo stipendio potrà essere orgoglioso, quindi di svolgere le funzioni di: addetto al cerimoniale, cameriere, fattorino, pr, fotografo, webmaster. C'è bisogno insomma, di capacità camaleontiche; l'intelligenza è la capacità di sapersi adattare; ergo: i camaleonti sono gli animali più intelligenti in assoluto. Così come gli addetti stampa.
7. Il vero addetto stampa se la tira. A prescindere.
8. Il vero addetto stampa, fedele alla causa, quando gli chiedono: "Quanto ti pagano?" risponde: "Niente, ma sto facendo un'esperienza e sto imparando tantissimo".
9. Il vero addetto stampa di un evento si muove frettolosamente da un punto all'altro della location, con aria molto indaffarata e anche un po' in apprensione, pur non avendo proprio niente di urgente da fare. E la sua espressione sembra dire: "Sono un persona impegnata io... ma che ve lo dico a fà... che ne sapete voi... "
10. Il vero addetto stampa possiede un lessico di 50 parole, l'80 per cento delle quali di derivazione anglofona. Le spara qua e la a casaccio in mezzo al discorso, mentre sta spiegando di che evento si tratta, alla nonna che lo guarda perplessa.
Aggiornamento: le cose "da far trovare in camera" del punto 6 (e non mi riferisco al cibo...) si riferiscono a un noto gruppo italiano che è venuto qualche anno fa a Palermo, ma ovviamente non posso dire di chi si tratti...









