Ho deciso. Se dovessi scegliere, sceglierei la Pollastrini. Come presidente del Consiglio e come terza nonna. La Dariona l'ha intervistata stasera alle Invasioni Barbariche. Ex insegnante, militante del Partito Comunista, reputa il giorno più bello della sua vita quello della assoluzione da Tangentopoli. E' di una dolcezza disarmante, timida ma risoluta. Raffinata, colta, "ragionevole", come l'ha definita Daria, e paziente. Fa entrare nella conversazione sui Dico la parola "amore", più volte. Un termine che si ritrova molto di più nelle prediche dei parrini o su Cosmopolitan, che nei discorsi politici. Purtroppo. (A pensarci bene, la parola più presente su Cosmopolitan, semmai è "clitoride"
). Nel suo parlare e nel suo gesticolare è umana. E gentile. "Voglio far entrare nei posti di potere del mondo politico e dell'economia i giovani e le donne. (...) Mi piacciono i vestiti, il sabato pomeriggio vado dal parrucchiere, poi vado a far la spesa". Io ce la vedo proprio: esce dal parrucchiere con i boccoli del suo caschetto perfettamente simmetrici, va, a piedi, al supermercato (no, Barbara va dal fruttivendolo, quello di fiducia...) e chiede le verdurine tenere-tenere....

Ora un paio di notazioni fonetiche. Parlando delle quote rosa dice: "Vorrei istituire delle regole. Non le chiamerei "quote" perchè mi sa di categoria protetta, ma regole transitorie, per la presenza e l'elezione delle donne nelle liste elettorali, nelle nomine degli enti, delle istituzioni, delle aziende pubbliche. Se non vengono rispettate, si passa alle maniere forti, con regole ancora più stringenti. Così già fanno negli altri paesi d'Europa: in Olanda, in Isvezia..." Ho sentito bene? Ha detto "Isvezia", con la "I" iniziale?! Questo modo di dire arcaico mi fa una tenerezza incredibile. Ma quanto è tenera? Ma quanto è delicata? Ma quanto è Nonnina di Heidi?!
Poi continua: "Fare lA ministrA..." La ministrA? Colla "A"? Lo ha detto con la naturalezza con la quale si dice... "fare la maestra"... La stessa parola declinata al maschile non le si addice per niente. L'unico appunto: "Ha mai ricorso alle punturine?", le chiede la Bignardi. "No, ma non nego che un domani vi farò ricorso..." 'A Pollastrì... 'A cazzara!!! Senza offesa...










