giovedì, 28 giugno 2007
Basta, per ora, con i post impegnati. Paris è uscita di prigione e ieri è andata a raccontare a Larry King il suo cambiamento interiore, causato dalla permanenza nel carcere di Lynwood. Ha definito la sua esperienza "traumatica", parola che ha ripetuto circa cento volte, l'avrà imparata in prigione: non avendo nulla da fare tutto il giorno, avrà aperto per la prima volta quel meraviglioso e misterioso librone grosso grosso che si chiama vocabolario. Ed è pure arrivata alla "t". Onore al merito.

L'unico appunto che ti faccio, cara la mia simpatica ubriacona, è questo: ad un cambiamento interiore (il cambio di Tampax... non ti riferivi a questo?) fanne seguire uno esteriore. Basta combattere contro il colore, naturalmente corvino, dei tuoi capelli. E' una lotta persa in partenza. Il nero spunterà sempre fuori, inesorabilmente. Questo tuo andargli contro ti si rinfaccerà prima o poi: in antipatiche ricrescite che sbugiardano i colpi di sole, nella consistenza simil-acrilico che prenderanno (anzi hanno già preso) i tuoi capelli, nelle doppie punte... Ma è soprattutto "una cosa" a cui non puoi fare i colpi di sole, che smentisce il giallo paglierino artificiale della tua chioma...
Quella lì. Sì, quella. Anche se da te ci aspettiamo financo la tintura là sotto... E ci aspettiamo che il tuo ufficio stampa lo renda pubblico...
Senti ammè
torna nera, almeno castana... che malafigura ci fai con i tuoi fidanzati? Ti presenti bionda, poi arrivati al momento del dunque... Insomma: fatti una bella colata nei capelli, color cioccolato fondente, nel frattempo li facciamo crescere col colore naturale e hacchè ci siamo diamo una spuntatina. Se vuoi ti presento "a Giusy" che è bravissima e ti costa solo dieci l'euri.

Dopo gli abiti griffati
"Corona's", che Fabrizio Corona ha creato appena uscito di prigione, secondo indiscrezioni anche la Hilton avrebbe creato una linea di abbigliamento, "Galera's". Naturalmente in stile galeotto, a strisce bianche e nere. E quest'anno va di moda l'optical! Niente da fare, Paris è sempre sul pezzo... Di seguito il primo blocco dell'ospitata dell'ereditiera al Larry King Live.

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sabato, 23 giugno 2007
Dalla sezione del sito dell'Espresso www.spreconi.it:

"Ma a Palermo si fa festa

Oltre due milioni. Per la precisione 2.276.431,44 euro. Tanto costeranno ufficialmente i festeggiamenti per i sessant’anni dell’Ars, l’Assemblea regionale siciliana. Cifra di tutto rispetto ma non esaustiva. Perché, come spiega una nota a margine, «gli importi sono al netto di oneri fiscali e previdenziali». Il che significa che lo stanziamento pubblico sarà più alto di circa un milione. I festeggiamenti andranno avanti per tre mesi tra mostre, rappresentazioni teatrali, spettacoli di danza, libri e dvd. Alla seduta solenne che ha dato il via alle celebrazioni ha partecipato anche il presidente Giorgio Napolitano che, proprio in quella occasione, ha ripetuto il suo invito a contenere i costi della politica. Ma la Sicilia ha voluto fare le cose in grande, almeno a leggere il dettaglio delle spese contenuto in un riepilogo scaricabile - fino allo scorso 15 giugno, poi è scomparso - nel nuovissimo sito ufficiale dell’Ars. Fra le sette voci di spesa, divise in “investimenti” e “manifestazioni” e tutte “al netto”, spicca il milione e 100 mila euro affidato a Davide Rampello, esperto di feste e di immagine, direttore artistico di Canale 5 negli anni Ottanta e già curatore di dispendiosi eventi per il Comune e consulente della Provincia di Palermo. Meno ingente ma curiosa la voce che riguarda l’“apertura portone monumentale”: ben 92.116 euro. Ma il maestro delle cerimonie nonché presidente dell’Ars Giancarlo Miccichè rivendica con orgoglio l’operazione: «Tutti i costi sostenuti per l’anniversario sono documentati fino all’ultimo centesimo».

      Antonio Sansonetti"


Dall'agenzia Italpress:


"PALERMO - Tenta di occupare un alloggio popolare ma viene bloccato e denunciato dagli agenti di polizia, intervenuti sul posto in seguito alla segnalazione di alcuni condomini. E' accaduto la notte scorsa, intorno all'una, in uno stabile di via Salvatore Cutello, a Palermo. I poliziotti giunti al terzo piano dell'edificio hanno trovato un giovane, L.M.F. di 19 anni, che stava scardinando una porta blindata. Attrezzato di martello, mazzuolo, trapano e cacciavite, aveva gia' abbattuto una parte del muro che sosteneva i montanti in ferro della porta di un appartamento disabitato. All'arrivo degli agenti si stava rifocillando, bevendo birra. Insieme a lui c'era la moglie che teneva in braccio una bimba di pochi mesi. Il giovane, interrogato, ha spiegato di essere stato da poco sfrattato dalla sua casa e di non avere altra soluzione, considerate le esigue risorse economiche a disposizione, se non quella di occupare un alloggio popolare che sapeva essere disabitato da tempo. Cosi' condotto in Questura e' stato denunciato per danneggiamento. (ITALPRESS). 20-Giu-07 13:21"


C'E' BISOGNO DI UN COMMENTO?!
La gestione delle case popolari dipende dal Comune, che quest'anno, come si legge su Rosalio, ha dimezzato il budget del Festino di Santa Rosalia. Non per destinare l'altra metà a scopi più importanti, ma perchè le risorse sono limitate. Non sarebbe bello poter leggere sui giornali che le spese per gli eventi, compresi gli sprechi del Festino, fossero dimezzati, per creare nuove case popolari, o per aumentare le ridicole pensioni di invalidità o per garantire una pulizia delle strade più frequente nelle zone meno eleganti e in vista della città, o per mille altri scopi, per aiutare realmente gente che ha bisogno (che in questa città sono MOLTE di più di quelle che ci immaginiamo)? E non picchì picciuli un cinnè? Suona retorico? Non mi interessa.
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mercoledì, 20 giugno 2007
Ah che goduria leggere le tracce dei temi, a dir la verità alcune abbastanza difficili, e pensare che non tocchi il libro di Dante da anni e la tua vita scorre a gonfie vele ugualmente... Ah che goduria vedere questa gran massa di maturandi che vengono intervistati in tutti i tg da stamattina, e pensare che tu già ci sei passata... Ah che goduria passare dall'università e vedere i laureandi tesi per la discussione, e pensare che tu già ci sei passata... Ah che goduria! Siccome non voglio fare troppo la sadica e non vorrei che tutta questa goduria mi si ritorcesse contro tra un anno e mezzo circa (quando farò un "esamino" di Stato che ancora mi manca, per entrare in un certo ordine professionale), faccio un in bocca al lupo ai diplomandi. Tranquilli, passa subito...
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lunedì, 18 giugno 2007
1. Il vero addetto stampa si procura un database di indirizzi il più possibile nutrito, a cui mandare i propri comunicati, anche a costo di rubarli dalle pen drive dei colleghi. O a costo di rubare le pen drive dei colleghi.

2. Il vero addetto stampa cerca con zelo i numeri di cellulare, i numeri interni, le e-mail delle testate più disparate, come il quindicinale "Il mio trattore" o "Radio Tuttonapoli solo dediche per te",
anche se si tratta di fare promozione a una elegantissima kermesse di moda, perchè "tutti i contatti sono utili".

3. Il vero addetto stampa sfinisce
di telefonate i poveri giornalisti, per chiedere la mail e per farsi pubblicare un pezzo, fa i "recall" per accertarsi che la mail sia arrivata, ri-richiama per sapere se alla fine lo pubblicheranno, ri-ri-richiama per ringraziare nel caso il pezzo sia stato pubblicato e, in caso contrario, ri-ri-ri-richiama per sapere, dunque, quando verrà pubblicato. Perchè verrà pubblicato. E' una minaccia.

4. Il vero addetto stampa si vanta con gli amici di conoscere  "il responsabile spettacoli di Vanity Fair" o "caporedattore di Panorama". Omettendo di esserne stato sfanculato più volte.

5. Il vero addetto stampa deve saper vendere la notizia. Non sarà parco, quindi, di aggettivi e darà un valore aggiunto all'evento, cercando di ingolosire i giornalisti. Non è raro imbattersi in comunicati che rivendicano il valore mondano della sagra della pochetta affumicata o la carica altamente culturale di una fiera di articoli sportivi.

6. Il vero addetto stampa non si esime, alla bisogna, dall'assumere le sembianze di un factotum: comprare la cancelleria, appiccicare in cinquecento sedie i nomi degli invitati, andare a prendere l'acqua fresca e bicchieri o qualsiasi altra cosa chiedano i relatori, scrivere il testo degli inviti, fare la lista degli invitati, mandare gli inviti con il corriere o portare fisicamente gli inviti a qualcuno, "portare gente", prenotare l'albergo ai musicisti, fare trovare loro in camera cibo, alcolici ed eventualmente ragazze a pagamento e stupefacenti, organizzare i transfert dei musicisti, fare fotografie all'evento, mettere le foto online. Con un solo stipendio potrà essere orgoglioso, quindi di svolgere le funzioni di: addetto al cerimoniale, cameriere, fattorino, pr, fotografo, webmaster. C'è bisogno insomma, di capacità camaleontiche; l'intelligenza è la capacità di sapersi adattare; ergo: i camaleonti sono gli animali più intelligenti in assoluto. Così come gli addetti stampa.

7. Il vero addetto stampa se la tira. A prescindere.

8. Il vero addetto stampa, fedele alla causa, quando gli chiedono: "Quanto ti pagano?" risponde: "Niente, ma sto facendo un'esperienza e sto imparando tantissimo".

9. Il vero addetto stampa di un evento
si muove frettolosamente da un punto all'altro della location, con aria molto indaffarata e anche un po' in apprensione, pur non avendo proprio niente di urgente da fare. E la sua espressione sembra dire: "Sono un persona impegnata io... ma che ve lo dico a fà... che ne sapete voi... "

10. Il vero addetto stampa possiede un lessico di 50 parole, l'80 per cento delle quali di derivazione anglofona. Le spara qua e la a casaccio in mezzo al discorso, mentre sta spiegando di che evento si tratta, alla nonna che lo guarda perplessa.


Aggiornamento: le cose "da far trovare in camera" del punto 6 (e non mi riferisco al cibo...) si riferiscono a un noto gruppo italiano che è venuto qualche anno fa a Palermo, ma ovviamente non posso dire di chi si tratti...
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sabato, 16 giugno 2007
Alla fine un po' spietata lo sono stata (ma solo un po')...
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mercoledì, 13 giugno 2007
Domani sarò all'Ars. In occasione del 60° anniversario verrà in visita il Presidente della Repubblica. io sono inviata di Ateneonline e naturalmente dovrò riferire le note "di colore". Ho l'impressione che mi divertirò parecchio, spero di non essere troppo spietata... :D Di seguito Fiorello a Radio 2 che imita Napolitano...
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venerdì, 08 giugno 2007
ParisHiltonMTVAwards2007
Allora. La signorina Hilton è uscita di prigione dopo 3 giorni e le hanno dato gli arresti domiciliari. Ma che sanzione è? Io a casa sua, ci passerei anche un mesetto, come dice Maria Laura Rodotà su Corriere.it.
Qualcuno si è chiesto quante fellatio l'ereditiera avrà dovuto fare al secondino, per uscire. Qualcun altro si interroga, invece, su quanti soldi avrà sborsato la sua famiglia. Le motivazioni per cui l'hanno fatta uscire, sono diverse: in prigione "rischiava la vita" (niente di più vago), "aveva delle strane macchie sulla pelle", "non riusciva a dormire". Hai i funghi? Fatti prescrivere una cura! Non riesci a prendere sonno? Prenditi una camomilla, una valeriana, al limite uno xanax, santoddio.  Tra il rischiare la vita e il non riuscire a dormire c'è una leggerissima differenza, no?

Altra concessione:
le saranno conteggiati cinque giorni come se li avesse trascorsi per intero dietro alle sbarre, persino domenica scorsa, nonostante l'ereditiera quella sera si trovasse a Hollywood per per gli 'Mtv Movie Awards'. :-| Pare che abbia pianto fino al momento di comparire sul tappeto rosso e che abbia tenuto il broncio durante tutta la serata. Ma poi perchè quel vestito nero? E' mica a lutto?! Se vai agli MMA, almeno goditela...
Risultato: viene presa per il culo urbi et orbi da e le vengono dedicati cartoon, parodie e articoli indignati. Durante gli arresti domiciliari, per essere sorvegliata, dovra indossare un braccialetto. Questo.

bracelet
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venerdì, 08 giugno 2007
Forse, sette mesi e ventun giorni dopo la nascita di questo blog è arrivato il momento di spiegare, nel caso interessasse a qualcuno, perchè ho scelto il nome "La Qualunque".
L'articolo determinativo femminile singolare connotava, in tempi di anonimato, l'appartenenza dell'autrice al genere femminile. Salvo quando assume certi comportamenti, a causa dei quali il suo ragazzo le ha appioppato l'epiteto "Totuccio".
Il modo di dire "La qualunque", essendo principalmente usato a Palermo e dintorni, avrebbe definito l'autrice geograficamente.
Da ultimo, mi piaceva l'opportunità di poter dire tutto ciò che volevo, proprio in quanto "una qualunque". A un certo punto questa ultima possibilità è svanita, non perchè io sia diventata qualcuno, ma perchè ho semplicemente messo il mio nome. E poi la foto. E mi appresto a mettere una mini-bio. (A me, da lettore, piacerebbe sapere, sicilianamente, "a cu appattiene" la persona di cui leggo i pensieri).
Inutile negare l'omaggio ad Antonio Albanese, meritevole di avermi fatto fare la pipì addosso dalle risate parecchie volte, ma di avermi anche fatto riflettere.

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martedì, 05 giugno 2007
frustaSi, lo so, gli interventi si sono notevolmente diradati. Il lavoro si fa sempre più invasivo e inevitabilmente il mio tempo viene sottratto alle attività non lavorative in senso stretto, ma che mi appassionano, come questo blog. In altre parole a me stessa. In più ho un fidanzato a cui desidero dedicare i miei momenti liberi. E ne sono felice. Perdonate l'autoreferenzialità di questo post, ma seguo l'esempio del mio mito, la Bignardi, che su Vanity Fair parla delle sue placche in gola.
Ho imparato ad ottimizzare il tempo. Se prima facevo delle cose prendendomela comoda "perchè la lentezza è il nuovo lusso", adesso ho imparato a sottrarre tempo a cose inutili, per darlo a quelle importanti.
Faccio troppe cose, tutte che mi fanno impazzire, ma sono troppe e prima o poi qualcuna deve saltare. Mi vengono dati nuovi incarichi e non ho la forza di dire no, anche perchè ogni volta che c'è qualcosa di nuovo, la curiosità è più forte della stanchezza. Neanche il mal di testa e le occhiaie, purtroppo, riescono a farmi desistere e a farmi capire che ho limiti umani e che ho pur sempre 25 anni. E che già da qualche anno faccio la vita di una 30enne. E che tutto questo sforzo non è richiesto e non è giustificato. Questo non è inseguire l'eccellenza. Questo è masochismo... :(
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