lunedì, 28 maggio 2007
frangetta
Da Rosalio.it: "Qualche settimana fa quelli de il deboscio hanno messo in rete un pezzo con base dance e voce sintetica che ripete una serie di frasi tipiche di una ventunenne “fighetta” milanese, della sua vita e dei suoi divertimenti. Si chiama Frangetta ma è nota anche come Milano is burning. Linus di Radio Deejay ha subito colto la potenzialità-tormentone del pezzo, l’ha trasmesso in Deejay chiama Italia, il pezzo è finito sul sito e il passaparola è diventato più veloce. Linus ha invitato a realizzare altre versioni “localizzate” e sul sito di Radio Deejay ci sono già quelle di Bergamo e di Bologna". Qui, sempre su Rosalio, l'audio di "Palermo is burning", scaricato già quasi 700 volte. Bravi quelli che hanno scritto i testi.
Trovo il tutto comico, ma anche inquietante. Radio deejay si ricoferma trend setter e Rosalio come sempre è sulla notizia. Sotto il primo passaggio su Radio Deejay della "canzone".


AGGIORNAMENTO: c'è una versione che arriva da Manhattan. Di seguito il testo, ma non sono riuscita a trovare l'audio :( Il post è del 27 maggio, dopo che è uscita la Frangetta milanese. Forse stavolta ci hanno copiato loro ;)

Sunday, May 27, 2007

New York is Burning.

I accumulate iPods
I go to Bungalow 8
I go to Pink Elephant
I live in Tribeca
I live in a Luxury Condo
I live with Roommates
How much is your rent?
I'm rent controlled
I wanna buy an one Bedroom
I wear flip flops
I go to FIT
I go to NYU
I go to Columbia
I'm going to HBS
I have an MBA
I'm in Finance
I work on Wall Street
I own an Edge Fund
I'm a lawyer
I make six figures
How much was your bonus?
I hate my job
I hate NJ
I have a Summer Share in the Hamptons
I go to Miami
I have a maid
I have a dog
I love my dog
I run
I love Central Park
I go to the Gym every day
I have TiVo
I wanna an iPhone
I read Page Six
I read it in the Times
I hate Bush
Let's take a Cab
I saw a Celebrity
Are you on ASW
Do you belong to Soho House?
I had a blast
I'm hangover
This was on sale
I have four Credit Cards
I'm engaged
I'm getting Married
He is Gay

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venerdì, 25 maggio 2007
"Negare! Negare sempre!" dicevano in Vacanze di Natale '83 (credo...). Di seguito un mio articolo da Ateneonline...

Che sfiga. Qusto è il primo pensiero che suscita la vicenda del marito fedifrago beccato dalle telecamere del Giro d’Italia con l’amante, sulla spiaggia di Sarzana, in Liguria. Dalle immagini dei ciclisti che sudano e faticano, la regia, come di consueto, “stacca” sui lidi e sulle bellezze paesaggistiche, che in quel caso risultano essere il seno al vento della ragazza che esce dall’acqua. Lui, con fare spocchioso, saluta le telecamere, aggravando la situazione. Le tresche o si fanno bene o non si fanno. Non per campanilismo ma una donna, al suo posto, avrebbe inforcato gli occhialoni neri con nonchalance, avrebbe indossato il cappello di paglia a falde larghe, e se questo non fosse bastato, si sarebbe anche messa a pancia sotto. A meno che, nel caso di un “lato b” particolarmente scultoreo, questo non l’avesse resa ancora più riconoscibile… Ma torniamo al marito fedifrago.

Doppia sfiga: la moglie non vede quella scena in tv, ma a dare la “lieta” notizia ci pensa un parente non molto discreto. L’ingenuo messaggero, che guarda alla tv proprio il Giro d'Italia, scambia l’amante per la moglie (ma sarà vero?) e pensa bene di mandarle un sms per complimentarsi: “Vi ho visto su Raitre!”, avrà scritto. Secondo il Tgcom si tratta di un sms, secondo il sito della Stampa il parente avrebbe svelato il misfatto alla moglie di presenza, durante un incontro casuale, la sera stessa.
Complice l’abbronzatura del coniuge appena tornato a casa, ecco che si chiude il cerchio: la cronaca di quel pomeriggio ce l’aveva proprio stampata in faccia. A pensarci bene la moglie si è risparmiata la rogna di ingaggiare un detective privato, che le sarebbe costato di più e non avrebbe dato gli stessi risultati di una troupe targata Rai. La notizia ha fatto il giro della Liguria ed è finita sulle pagine locali del "Secolo XIX".
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mercoledì, 23 maggio 2007
Si, ci sono stata. E' una di quelle cose che se le fai nella tua città sei un pervertito, se le fai in viaggio risulti divertente e disinibito. Nel mio caso si tratta del recente viaggio a Barcellona. Io, mio fratello, la sua ragazza e le altre donne del gruppo (mia madre, le sue amiche e le figlie delle sue amiche) passeggiamo tra i vicoli della città, a un certo punto queste ultime si fermano in un delizioso negozietto di accessori. Entro anch'io, do uno sguardo generale, ma dopo qualche minuto già la noia trabocca dal mio sguardo. Metto il naso fuori dalla porta, intravedo mio fratello che entra nel fatidico negozio, che si trovava a pochi passi da me. Ovvio: lo seguo.
L'approccio è soft: prima mi fermo davanti alla vetrina e vedo due meravigliose manette ricoperte di strass, affondate in un cuscino di pelliccia nero. 120 Euro. No, non è il caso, visto che verranno usate solo un paio di volte per fare arrossire le guancie delle mie amiche nel mezzo di un tè (corretto) delle cinque (di mattina). Vorrei fare una foto, ma evidentemente la mia idea non è molto originale, in vetrina campeggia un cartello: "Està prohibido sacar foto". Pazienza. Entro e saluto con ostentata disinvoltura le due commesse, probabilmente lesbiche e piene di piercing. "Spero non si troveranno mai in prossimità di una calamita..."  penso io, mentre mi scopro circondata da peni di ogni foggia, misura, colore e dimensioni.

Subito noto
abiti di lattice (cos'avrà mai di "eccitante" questo materiale?!) da infermiera e altri travestimenti vari; proseguo nel piccolo corridoio. Ammicco, do gomitate a mio fratello e indico oggetti col dito, lasciandomi andare a ridolini da 15enne maschio nerd. Cerco di trattenere le risatine da idiota.
Noto altri articoli: dvd per tutti i gusti; bambole e bambolI gonfiabilI; vari aggeggi fallomorfici, vibranti o statici, rosa di glitter in plastica o di metallo, piccini o enormi; da fissare alle coscie tramite elastici per i solitari al femminile o incorporati in cinture-slip (per le coppie che per natura sono sprovviste di pene, immagino); anelli vibranti (quelli che una marca di profilattici pubblicizzava qualche mese fa) per lei e per lui; palline per le fans di "Ultimo tango a Parigi"; vagine finte, di gomma (!); Non ho acquistato niente, sono uscita da lì con una vaga sensazione di nausea, ma divertita. Chissà perchè. Visto che siamo in argomento, andate a vedere questo blog divertente e curioso.
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mercoledì, 23 maggio 2007
Il blog di Andrea Tortelli raccoglie e recensisce i blog di giornalisti. Qui è recensito anche il mio: "frivolo, ma ben fatto". Non poteva darne una definizione migliore, soprattutto nella prima parte... ;)
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mercoledì, 16 maggio 2007
"Racontace 'n po', com'è shta Barcellona?"
"E com'è... immenza, shmisurata, vashta. Se volemo anche tentacolare e 'n po' caotica"



Scherzi a parte, è davvero molto più funzionale, pulita, grande di Palermo. La prossima volta, a chi innalzerà il nostro paesino "Palermo" allo status di città o metropoli (come, incredibilmente, ho sentito dire), uno scorreggione non glielo toglie nessuno...

Barcellona ha una storia recente, paragonata alla maggior parte delle città italiane, quindi le amministrazioni hanno dovuto creare quasi ad hoc le attrazioni, che per lo più sono architettoniche e artistiche. Chi ha avuto occasione di visitarla, avrà notato un numero spropositato di sculture contemporanee disseminate per la città. Non ho fatto molta vita da gggiovane durante questa vacanza, quindi non so parlare dei locali, della vita notturna e cose del genere.

So solo per sentito dire dei locali vicino al porto: un edificio enorme pieno di localini e discoteche dove non si paga il biglietto all'ingresso, ma dove la prima consumazione costa sui 10 euro (praticamente una drink card...). Ho fatto proprio la turista. Macchina fotografica al collo, cappello di paglia in testa e occhiali da sole... quasi. Diciamo che mancava il cappello di paglia :D Ho mangiato bene alla Boqueria, uno dei più famosi mercati di generi alimentari della città, pulitissimo, all'interno del quale mancano i quarti di bue appesi, come nella nostra  vucciria, e si trovano invece banconi puliti e ordinati con qualsiasi cibo.

All'ingresso la primissima bancarella sulla sinistra vende frutta fresca e secca, è possibile acquistarla alla maniera "classica", oppure lavata, sbucciata, tagliata a cubetti, posta in vaschette di plastica, pronta per essere mangiata. Per una settimana sono andata avanti a vaschette di frutta dalla incredibile varietà, che contenevano anche frutti esotici dai colori accesi e dolcissimi, che qui si trovano con un po' più di difficoltà. O non sono buoni come quelli :( : mango, papaya, frutto della passione (che chezzo di nome). Ho abolito qualunque liquido tranne il succo di mango (reperibile sempre nella bancarella di cui sopra): dolcissimo senza zucchero.

All'interno del mercato di Santa Caterina ho mangiato un ottimo sushi in un ristorantino particolare (nella foto "Ristorante a Santa Caterina"), di cui mi secca andare a cercare il nome, dove servono cucina etnica, vegetariana, pescetariana (è possibile scegliere il pesce a vista e come farlo cucinare), ma anche menu a base di carne e ottimi dolci.

Il pretesto del viaggio era andare al Real Club De Godò per il torneo di tennis e andare a trovare una mia amica che lavora nell'accademia di Emilio Sanchez e Casal. Entrambi i club meravigliosi. Il Trofeo aveva come main sponsor Rolex, Nike e La Caixa. Si vedeva che l'evento era fatto in economia...
ho visto Nadal giocare  in doppio. Bicipiti notevolissimi.
Le foto sono state messe on line subito dopo il mio ritorno. Non sono stata totalmente negligente ;)
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martedì, 01 maggio 2007
IloveSicilia0407
E' in edicola da qualche giorno e a pag. 108 c'è la mia rubrica sul benessere. In questo numero parlo delle migliori Spa siciliane (che non significa "centro benessere" in generale, ma precisamente salus per aquam, quindi i centri termali). Beato chi ha il tempo di andarci! Non vi dico quanto "spinno" ogni volta che scrivo il pezzo... :)
In copertina i Csi dell'Isola, mentre all'interno troverete lunghe interviste a giornalisti siciliani, che occupano un posto centrale nel giornalismo italiano: Pietro Calabrese, il palermitano direttore di Panorama, Francesco La Licata, giornalista de La Stampa, di cui è appena uscito il volume "Pizzini, veleni e cicoria – La mafia prima e dopo Provenzano". Protagonista di questo numero del magazine anche Gaetano Vasari, sportivo che ha percorso una strada sui generis: ex giocatore del Palermo e gestore di un panificio, proprio a pochi passi dallo stadio Renzo Barbera.
Eventi, curiosità, mondanità e spettacolo su Perizona, la rubrica realizzata in collaborazione con Rosalio e Anna Burgio. Se acquistate il mensile con il Giornale di Sicilia, il prezzo è di 2 euro (oltre al prezzo del quotidiano).
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